La storia
dei Giardini

Il parco di Villa della Pergola ad Alassio è un raro esempio di parco anglo-mediterraneo interamente preservatosi nella sua estensione originaria.
Il parco nacque nella seconda metà degli anni settanta dell’Ottocento dal desiderio del Generale Montagu McMurdo e di sua moglie Lady Susan Sarah Napier di realizzare una dimora privata per trascorrere la stagione invernale e la primavera in Riviera. Originariamente l’attuale Villino della Pergola era la residenza estiva dei Conti della Lengueglia.

La villa secentesca era circondata da coltivazioni a terrazza di agrumi, ulivi e carrubi, i cui frutti servivano per nutrire gli animali da soma e caratterizzata da alcune lunghe pergole sulle quali crescevano piante di vite.

L’intervento creativo dei McMurdo si caratterizzò anzitutto per trasformare quello che in origine era un podere agricolo ligure di campagna in un vero e proprio parco di piacere, introducendo molte piante ornamentali e alcune balaustre in terracotta per delimitare i punti panoramici di maggior pregio.

I McMurdo, inoltre, costruirono l’altro edificio principale che sorge all’interno del parco, Villa della Pergola, e unirono i due ampi settori del parco con alcuni ponti in legno che permettevano di scavalcare l’antica mulattiera che sale lungo la collina senza mai uscire dal parco.

 

Stando alle cronache dell’epoca, con il passaggio della proprietà a Sir Walter Hamilton Dalrymple, nel 1900 il numero delle piante ornamentali si accrebbe enormemente, furono piantati i boschetti di cipressi che ancora oggi dominano il paesaggio, il grande eucalipto che sorge davanti a Villa della Pergola e lungo le grandi pergole del parco fecero la loro comparsa i glicini e le rose banksia.
Sir Walter realizzò anche molte delle numerose fontane che ancora oggi si incontrano passeggiando nel parco permettendo l’arrivo delle prime ninfee e piante acquatiche.

Nel 1906 il parco della Villa aveva raggiunto una tale fama e ammirazione che lo scrittore William Scott così lo descrisse nel suo libro dedicato alla Riviera: “Un degno rivale dei giardini di Sir Thomas Hanbury a La Mortola è lo splendido parco di Villa della Pergola, appartenente a Sir Walter Hamilton Dalrymple, qui un genuino amore per la natura, unito ad una intima conoscenza del giardinaggio e ad un bilancio generoso hanno prodotto una delle meraviglie della Riviera”.

Nel 1922 il nuovo proprietario della Villa fu proprio uno dei figli di Sir Thomas Hanbury, Daniel, che iniziò un’opera di sistematico arricchimento delle collezioni di piante presenti nel parco, facendo trasportare ad Alassio magnifici esemplari di palme washingtonie, dactilifere, canariensis e azzurre, oltre alle cicas messicane, una collezione di cactacee, agavi e aloe provenienti dal giardino di Ventimiglia.

Il parco assumeva così un aspetto maggiormente esotico e botanico sulla scorta di quanto realizzato dal padre a Ventimiglia. Il parco della villa prosperò sotto la generosa proprietà degli Hanbury attirando un grande numero di visitatori, compresi alcuni membri della casa reale italiana.

Allo scoppio della guerra la proprietà rimase chiusa e sotto sequestro. La mancanza di cure e le incursioni di animali selvatici determinarono un sensibile deterioramento del parco, situazione che non migliorò durante l’occupazione da parte delle truppe germaniche nel biennio 1943/45.

Dopo la guerra la vedova di Daniel, Ruth avviò alcune opere di restauro del parco, soprattutto nelle zone maggiormente vicine alle due ville, mentre la parte a est, verso Solva, si inselvatichì progressivamente sotto una coltre di acanti, edera, convolvi e rovi che cancellarono sentieri e muretti a secco.

Dopo la morte di Ruth, nel 1982, la proprietà passò per alcuni anni alla famiglia De Martini che svolse alcuni interventi di restauro limitati ai soli edifici.

 


A partire dal 2006 una cordata di amici guidata da Silvia e Antonio Ricci ha acquistato la proprietà, per salvarla da una importante speculazione edilizia, avviando un tenace e accurato restauro del parco sotto l’appassionata direzione dell’architetto Paolo Pejrone.

Oltre alla potatura e cura dei maestosi alberi sopravvissuti, si dovette procedere con una prima radicale pulizia del parco da detriti, piante infestanti e quant’altro si era accumulato in decenni di abbandono. Gli interventi di pulitura portarono alla luce i crolli dei muretti a secco e le problematiche strutturali di un parco realizzato su terrazzamenti.

La prima fase dei restauri riguardò pertanto la messa in sicurezza e la staticità di tutti i muri di sostegno oltre alla integrale creazione di un impianto di irrigazione. Con un occhio rivolto alle sbiadite fotografie del periodo dei Dalrymple e degli Hanbury si avviò quindi un intervento di restauro conservativo senza rinunciare a consapevoli cambiamenti, nella convinzione che un grande parco storico è prima di tutto un essere vivente che muta e si trasforma con il passare degli anni, pur volendone mantenere il suo carattere sostanziale.

Sono state reintrodotte le collezioni di glicini tanto amate dagli Hanbury e, laddove c’erano già degli Agapanti, è stata creata ex novo un’importante collezione di agapantus che vanta oltre 300 specie diverse. E’ stata creata una collezione di agrumi, reintrodotte le cactacee amate dagli Hanbury, strelizie giganti e sulla grande vasca di raccolta delle acque è stato realizzato un ambiente per ospitare i loti.

Oggi il parco è ritornato agli antichi fasti dei Dalrymple e degli Hanbury, una delle meraviglie botaniche della Riviera e del Mediterraneo.

 


Prima e Dopo